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alghe • Protocollo ASPIM

Tenarea Tortuosa

Tenarea Tortuosa

Tenarea Tortuosa
alghe

Punti Chiave

  • 🔹 I talli hanno dimensioni comprese tra la decina e gli oltre venti centimetri di diametro.
  • 🔹 In generale i talli possono mostrare una superficie alveolata.
  • 🔹 In sezione longitudinale il tallo mostra un organizzazione simmetrica, formata da strati di cellule disposte obliquamente (isobilaterale).

Queste strane alghe formano piccoli pulvini calcificati di forma emisferica e di colore rosa pallido, beige o violetto, aderenti al substrato grazie ad una struttura basale crostosa e incrostante. I talli hanno dimensioni comprese tra la decina e gli oltre venti centimetri di diametro. La crosta non aderisce totalmente alla superficie delle rocce, ma solo in pochi punti e quindi l’alga può rischiare di essere di facilmente distaccata dagli eventi naturali, o asportata anche con le mani. Sopra la crosta, i pulvini rimangono molto bassi e appaiono costituiti da moltissime lamelle avventizie sottilissime e erette, che raggiungono poco più di un decimo di millimetro di spessore (0,15 millimetri), più o meno saldate tra loro, molto fragili, che possono rompersi facilmente e che danno all’alga un aspetto frondoso. In generale i talli possono mostrare una superficie alveolata. Il margine delle lamelle si mostra appena più chiaro, solitamente biancastro, rispetto alle parti interne, e appare ripiegato, talvolta increspato e frequentemente inspessito. In sezione longitudinale il tallo mostra un organizzazione simmetrica, formata da strati di cellule disposte obliquamente (isobilaterale). La crosta basale dell’alga appare costituita da una sottile lamina di cellule, dello spessore di circa 80-150 micron. Anche i filamenti basali appaiono monostratificati, e sono costituiti da cellule a parete ondulata e non retta, disposte obliquamente e di dimensioni variabili. Nelle lamelle sono circa 50 per 6-10 micron, mentre nella crosta basale sono 90 per 5-15 micron.

I filamenti eretti compaiono sia nelle lamelle adiacenti che nei concettacoli. Le cellule epitalliche sono piccole (circa 5 micron) e di forma approssimativamente triangolare. Sono stati osservati e descritti solo i concettacoli tetrasporangiali e bisporangiali, che sono simili a quelli di altre specie affini. Hanno approssimativamente una forma emisferica appena accennata e un po’ ellittica. Si osservano su entrambi i lati delle lamelle e hanno diametri diseguali dall’uno all’altro, leggermente diversi ma compresi tra i 300 e i 600 micron. Va segnalato che per molto tempo Tenarea tortuosa è stata confusa con Lithophyllum byssoides, la specie, anch’essa nelle liste degli allegati al Protocollo ASPIM, responsabile della formazione dei Trottoir costieri. Ciò è avvenuto anche nella letteratura scientifica per cui occorre prestare attenzione alle diverse fonti. Le due specie in effetti hanno morfologia molto diversa anche se alcuni esemplari particolari possono avere contribuito a ingenerare confusione. Alghe Tenarea tortuosa (esper) (M.lemoine, 1910) sinonimi lithophyllum tortuosum (esper) (Foslie, 1900) (Tenarea undulosa Bory de Saint-Vincent, 1832) regno piante

Ambiente Ideale

controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta. Oggi quindi si è dovuto di fatto ricostruire l’areale di questa specie limitato al Mare Mediterraneo (endemismo). L’alga è segnalata con certezza nel Medio Oriente, come in Siria, Turchia e Libano, e in Grecia. In Italia la specie è segnalata nel Tirreno Meridionale, Nel Mar Ionio e nel Mare Adriatico Centromeridionale. L’equivoco ha quindi portato a rivalutare lo stato di questa specie che, rispetto a Lithophyllum byssoides che vive nella fascia intermareale, è molto più fragile e facilmente distaccabile dalle rocce. Inoltre una volta danneggiata colonizza con estrema difficoltà gli habitat naturali dei quali faceva parte. Ovviamente le minacce per la specie sono legate all’inquinamento costiero (anche quello derivante da scarichi), all’insabbiamento o interramento, ma soprattutto alle attività antropiche, come la balneazione e in generale tutte le attività di fruizione del mare lungo la costa, che possono avere effetti indiretti su queste alghe. Ovviamente anche il solo camminamento sulla scogliera o in acque basse può danneggiarne i talli, mentre è raro il prelievo diretto degli stessi talli da parte delle persone. Questa specie predilige scogliere verticali ben esposte e illuminate, soggette a moto ondoso.

Si può sviluppare dalla superficie sino a circa cinque metri di profondità, ma la gran parte dei talli si incontrano nel primo metro e mezzo di profondità e via via si diradano mano a mano ci si porta più in basso. Non si trova mai nella zona di marea, ma sempre immersa nelle acque marine. In ogni caso l’acqua che permane negli alveoli sembra garantire comunque un grado di umidità sufficiente per la sopravvivenza dell’alga anche durante brevissimi periodi di emersione legati a maree eccezionali o a moto ondoso. È una specie che può far parte degli habitat costituiti da Cystoseira sp. e si può trovare sotto cinture algali costituite dalle stesse Cystoseira sp., soprattutto Cystoseira amentacea, insieme ad altre specie di alghe rosse. Alcune specie minori di alghe possono colonizzare i talli dei questa specie, ricoprendone in parte le lamine. La specie, come abbiamo indicato, è stata per lungo tempo confusa con Lithophyllum byssoides, forse più per ignoranza o per consuetudine, che per vera confusione. Già l’osservazione macroscopica, infatti, ma soprattutto la fragilità tipica di questa specie consentono di distinguerla facilmente senza ricorrere ad indagine istologica. A parte il caso descritto, è difficile confonderla con altre alghe incrostanti perché mostra lamelle e non le estroflessioni cilindriche tipiche dei Titanoderma.

🧬Classificazione

Nome Comune

Tenarea Tortuosa

Nome Scientifico

Tenarea Tortuosa

Categoria ASPIM

alghe

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

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