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Sphaerococcus Rhizophylloides

Sphaerococcus Rhizophylloides

Sphaerococcus Rhizophylloides
alghe

Punti Chiave

  • 🔹 Alga con talli a fronde appiattite, rade e poco ramose, alate e divise in modo molto irregolare.
  • 🔹 Dal filamento assiale si sviluppano filamenti paralleli ed opposti che si dispongono obliquamente rispetto ai bordi della lamina.
  • 🔹 Quest’ultima mostra restringimenti, soprattutto alla base dei segmenti di tallo.

Alga con talli a fronde appiattite, rade e poco ramose, alate e divise in modo molto irregolare. Rami appiattiti a lamina, con margine ondulato, intero o parzialmente dentato, piuttosto patenti, orientati liberamente e non suddivisi all’apice in biforcazioni. Considerando l’anatomia delle lamine queste sono costituite da un filamento assiale molto evidente, che si mostra circondato da pochi e radi filamenti longitudinali. Dal filamento assiale si sviluppano filamenti paralleli ed opposti che si dispongono obliquamente rispetto ai bordi della lamina. Quest’ultima mostra restringimenti, soprattutto alla base dei segmenti di tallo. Nello sviluppo delle lamine le cellule assiali originano 4 cellule periassiali, due delle quali (più lunghe) originano i filamenti laterali.

In sezione trasversale i filamenti assiali mostrano un punto centrale generato dalla fusione di cellule e filamenti ramificati. Alghe Sphaerococcus rhizophylloides (JJRodríguez y Femenias, 1895) regno piante Sphaerococcus rhizophylloides, nome scientifico riferito all’illustrazione modificata riportata sopra e contenuta in originale nel volume citato in basso. Española de Historia Natural - Datos algologicas IV. Nuevas Florideas (1895). – Autore JJ Rodríguez y Femenias. Estratto dalla Biblioteca Digitale del Real Jardin Botanico de Madrid (Consejo Superior de Investigaciones Cientificas).

Morfologia e Aspetto

In generale l’alga ha un piccolo disco basale che la tiene ancorata al substrato e mostra colore rosato o rossastro. Le lamine dei suoi talli sono circa 5-8 centimetri di lunghezza per qualche millimetro (2-6) di larghezza. La loro consistenza è da membranosa a cartilaginea e mostrano sulla superficie un’evidente nervatura centrale che continua a “spina di pesce” su entrambi i lati della lamina, in corrispondenza degli assi della struttura anatomica. Le lamine viste in sezione trasversale appaiono più spesse al centro e gradualmente meno all’estremità. Il cortex appare formato da cellule di forma poligonale, di dimensioni gradatamente minori mano a mano che si sposta verso l’esterno. Il midollo appare costituito da cellule ialine di 60-70 micron di diametro. I cistocarpi si sviluppano in autunno e hanno dimensioni di circa mezzo millimetro di diametro, forma di minuscola sfera e appaiono sorretti da brevi pedicelli, lunghi da qualche decimo a circa un millimetro. Sono distribuiti lungo il margine delle lamine. I cistocarpi sono strutture costituite da un pericarpo esterno, derivato da cellule del gametofito, e contengono i carposporofiti che originano le carpospore. Poco altro si conosce sulle altre strutture sessuali che sviluppa questa specie. Quest’alga si sviluppa su fondali rocciosi a rilevanti profondità, tra 35-70 e 100-130 metri al di sotto della superficie del mare. Occasionalmente è stata osservata anche a profondità minori; intorno ai venti metri di profondità.

Si trova di solito all’interno di biocenosi coralligene, ma può incontrarsi anche su fondi detritici costieri. Gli ambienti che consentono a quest’alga di prosperare sono incontaminati perché a profondità rilevanti è necessaria tutta la quantità di luce che raggiunge i fondali e sono quindi essenziali acque limpide o comunque poco torbide. Questa specie è praticamente endemica del Mare Mediterraneo e descritta per pochi luoghi. Va comunque considerato che è segnalata però anche in aree prospicienti atlantiche. Si tratta di due massicci sottomarini, Gorringe Bank e Spartel Bank, che si trovano davanti a Gibilterra. Nel Mediterraneo è segnalata in Spagna e Baleari, Francia e sulle montagne sottomarine che si trovano tra la Sicilia e la Tunisia (Sentinel Bank). I rischi per questa specie sono legati all’inquinamento in generale, all’aumento della torbidità, che limita il passaggio della luce nelle acque marine, a potenziali azioni di insabbiamento dei piccoli talli. La competizione con specie invasive e alloctone come Caulerpa racemosa var. cylindracea è da valutare, anche alla luce delle rilevanti profondità alle quali cresce quest’alga rossa che apparirebbero limitanti per Caulerpa. Pericolose anche le attività di pesca a strascico che possono danneggiare accidentalmente con i divergenti le biocenosi che si sviluppano sulle rocce. Anche se appare difficile, quest’alga potrebbe confondersi con la congenere Sphaerococcus coronopifolius, molto diffusa nelle acque del Mare mediterraneo.

controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta. I talli di Sphaerococcus rhizophylloides hanno ali molto sviluppate, pochi rami, con aspetto molto divaricato, e cistocarpi che mostrano pedicelli più brevi rispetto a Sphaerococcus coronopifolius. I rametti mostrano anche il peduncolo nel loro punto di inserzione. Sphaerococcus rhizophylloides, inoltre, mostra le nervature, sia quella centrale che quelle a “spina di pesce” chiaramente visibili anche in controluce, soprattutto nelle parti nuove del tallo.

🧬Classificazione

Nome Comune

Sphaerococcus Rhizophylloides

Nome Scientifico

Sphaerococcus Rhizophylloides

Categoria ASPIM

alghe

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

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