E se imparassimo tutti a pescare? (L'utopia che salverebbe il Mare)
Mirko Vista
Velista - Guida Sub
Chiudete gli occhi per un secondo. Immaginate il vostro capo ufficio, quello sempre stressato, seduto su uno scoglio all'alba. In mano non ha lo smartphone, ma una canna da pesca in bambù. Sta aspettando, in silenzio, che un sarago abbocchi.
Sembra una scena da film comico, vero? Invece è una provocazione serissima: "E se, per mangiare pesce, fossimo obbligati a pescarlo noi stessi?"
La Fine dei Bastoncini Surgelati
Se questa utopia diventasse legge domani mattina, succederebbe una cosa straordinaria: l'industria dei "bastoncini di merluzzo" fallirebbe in 24 ore. Perché? Perché nessuno ha la pazienza di pescare 50 merluzzi per farne poltiglia impanata.
Se dovessimo procurarci il cibo da soli, torneremmo a dare al pesce il valore che ha: un dono prezioso, difficile da ottenere, e non un prodotto industriale scontato.
Meno Reti, Più Pazienza (e Mare Pulito)
L'impatto ambientale sarebbe devastante... in senso positivo!
- Addio Pesca a Strascico: Nessun pescatore singolo userebbe reti giganti che arano il fondale distruggendo la Posidonia. Useremmo lenze, ami, nasse. Tecniche selettive che prendono quel pesce, non tutto il mare.
- Stop all'Inquinamento: Le grandi flotte industriali consumano tonnellate di gasolio e perdono in mare chilometri di reti fantasma (plastica che uccide per secoli). Il pescatore da scoglio o da gozzo a remi ha impatto zero.
- La Stagionalità tornerebbe Regina: Non pescheresti una spigola quando non è stagione, perché semplicemente... non abboccherebbe.
"Il pescatore vero non svuota il mare. Il pescatore vero sa quando fermarsi, perché sa che domani dovrà tornare."
La Lezione del "Rispetto"
C'è una differenza abissale tra comprare una vaschetta di polistirolo al supermercato e guardare negli occhi un pesce che hai appena tirato su con fatica. Nel primo caso c'è consumo, nel secondo c'è sacrificio e rispetto.
Se imparassimo a pescare, smetteremmo di sprecare. Non butteremmo via la testa o la lisca (ci faresti il brodo!), perché sapremmo quanta fatica è costata quella singola cattura.
Non serve una canna, serve la testa
Ovviamente non possiamo mandare 60 milioni di italiani sugli scogli (non ci staremmo!). Ma possiamo fare una cosa: Iniziare a comprare COME se avessimo pescato noi.
Scegliere il pesce locale, "povero", di stagione, pescato dalla piccola pesca artigianale dei Campi Flegrei, invece del salmone allevato intensivamente o del pangasio che arriva dall'altra parte del mondo.
La prossima volta che mangi pesce, chiediti: "Se avessi dovuto prenderlo io, oggi avrei mangiato?". Se la risposta è no, forse è il caso di ringraziare il mare e trattare quel piatto con il rispetto che merita.
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