Sentinelle del Canyon: Citizen Science e Cetacei nel Regno di Nettuno
Mirko Vista
Velista - Guida Sub
Il tesoro nascosto del Golfo: Il Canyon di Cuma
Il tratto di mare che abbraccia le isole di Ischia, Procida e Vivara è universalmente noto per la sua bellezza paesaggistica, ma il suo vero tesoro si nasconde sotto la superficie. L'Area Marina Protetta "Regno di Nettuno" custodisce infatti una conformazione geologica di inestimabile valore ecologico: il Canyon sottomarino di Cuma.
Questa profonda gola sommersa, situata a nord-ovest di Ischia, genera un fenomeno vitale noto come upwelling (correnti ascensionali) che trasporta nutrienti dal fondo verso la superficie. Questo meccanismo trasforma l'intera area in una zona di alimentazione e riproduzione cruciale, facendo del Regno di Nettuno una delle pochissime aree costiere italiane dove è possibile incontrare regolarmente diverse specie di cetacei.
I dati scientifici: Un patrimonio di biodiversità da difendere
I monitoraggi a lungo termine effettuati nell'area (supportati dai preziosi dati storici di progetti di foto-identificazione come quelli di Oceanomare Delphis) restituiscono una fotografia scientifica impressionante della ricchezza di questo braccio di mare. Ad oggi, sono ben 7 le specie di cetacei avvistate in queste acque.
Le specie monitorate nel Regno di Nettuno
- Tursiope (Tursiops truncatus): Sono stati catalogati oltre 200 individui diversi. I dati mostrano un altissimo grado di "fedeltà" al sito: decine di esemplari, incluse femmine con piccoli, sono stati riavvistati costantemente nell'arco di oltre un decennio.
- Capodoglio (Physeter macrocephalus): Più di 100 esemplari foto-identificati. Questi giganti del mare, che comunicano tramite complessi "clic" acustici, sfruttano le scarpate del canyon per le loro immersioni profonde a caccia di calamari.
- Delfino Comune (Delphinus delphis): È il dato forse più prezioso. Nonostante il nome, questa specie ha subito un drastico declino ed è considerata a rischio estinzione nel Mediterraneo. Il Regno di Nettuno ospita uno dei pochissimi gruppi stanziali (con quasi 100 individui identificati) ancora monitorati costantemente nelle acque italiane.
- Altre specie pelagiche: A queste specie regolari si aggiungono avvistamenti documentati di Stenelle striate, Grampi, Globicefali e della maestosa Balenottera Comune.
Le minacce: Un delicato equilibrio sotto pressione
Nonostante l'inclusione del Canyon di Cuma all'interno della perimetrazione dell'Area Marina Protetta, i cetacei flegrei affrontano sfide quotidiane per la sopravvivenza. L'inquinamento acustico derivante dall'intensissimo traffico marittimo (commerciale e da diporto turistico) interferisce pesantemente con i sistemi di ecolocalizzazione degli odontoceti. A questo rumore di fondo si sommano le microplastiche, le reti fantasma (ghost nets) e il rischio costante di collisioni con le imbarcazioni.
Il ruolo cruciale della Citizen Science
La ricerca accademica istituzionale è fondamentale, ma non ha le risorse per coprire costantemente un'area marina così vasta tutti i giorni dell'anno. È qui che entra in gioco il ruolo vitale della Citizen Science (la scienza partecipata dai cittadini).
Monitorare il mare non è più un'esclusiva dei biologi accademici. Ogni imbarcazione consapevole può trasformarsi in una "sentinella del mare". Raccogliere dati acustici di base tramite idrofoni, segnalare le coordinate GPS in caso di avvistamenti di fauna (o di rifiuti galleggianti) e fornire materiale video tramite droni sottomarini (ROV) ai database pubblici, significa fornire alla comunità scientifica "occhi e orecchie" aggiuntivi.
Diventa una sentinella del mare con Io Respiro Mare
Il monitoraggio civico permanente permette di mappare le rotte dei cetacei in tempo reale, comprendere come il cambiamento climatico stia alterando i loro habitat e fare pressione per una tutela più rigida.
La difesa del Mediterraneo parte dall'azione diretta. Unisciti all'equipaggio di Io Respiro Mare - APS partecipando alle nostre spedizioni in barca a vela e ai nostri workshop di biologia marina. Insieme ai nostri biologi raccoglieremo dati, ascolteremo il mare e faremo la differenza.
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