Cladocora Debilis
Cladocora Debilis
Punti Chiave
- 🔹 Si tratta di una madrepora di profondità che vive spesso in associazioni miste formate da altri cnidari.
- 🔹 L’aspetto degli scheletri dei campioni osservati caratterizza questa specie.
- 🔹 I setti dei calici sono circa 24 o più, sino a 30, e sono disposti in tre o quattro serie a seconda della loro grandezza.
Questa specie appartiene allo stesso genere della madrepora a cuscino (Cladocora caespitosa), ma pur avendo caratteristiche simili a quella, ha un aspetto molto più esile e fragile. Si tratta di una madrepora di profondità che vive spesso in associazioni miste formate da altri cnidari. L’aspetto degli scheletri dei campioni osservati caratterizza questa specie. Si tratta di piccole strutture arborescenti, molto porose e fragili, con una sorta di un tubetto principale (calice del polipo principale) nel quale si innestano quasi perpendicolarmente piccoli tubicini (calici) collaterali, spesso diversi tra loro e irregolari come forma e dimensioni; tubicini, questi ultimi, dai quali, nell’animale vivo, spuntano i polipi che si sono originati dal principale per gemmazione.
I setti dei calici sono circa 24 o più, sino a 30, e sono disposti in tre o quattro serie a seconda della loro grandezza. I tubicini variano di diametro tra i 2 e i 5 millimetri e i tubicini collaterali hanno dimensioni minori rispetto al principale. Il colore dei polipi negli animali vivi varia dall’incolore al biancastro. Cnidari Cladocora debilis (Milne Edwards & Haime, 1849)
Fonte originaria: Cairns S, Kitahara M (2012) An illustrated key to the genera and subgenera of the Recent azooxanthellate Scleractinia (Cnidaria, Anthozoa), with an attached glossary. ZooKeys 227: 1-47
Morfologia e Aspetto
Come altri antozoi, quest’animale si ciba di particelle alimentari, catturate con i tentacoli. A differenza della congenere, Cladocora debilis è priva di zooxantelle nei tessuti. Ciò è anche legato alla scarsità di luce degli habitat semioscuri nei quali vive. Vive generalmente a profondità tra i 30 e i 100 metri e si incontra nei fondali rocciosi o dove esistono substrati rocciosi che consentono l’ancoraggio dello scheletro dell’organismo. Questa specie è stata trovata lungo le coste dell’Oceano Atlantico Occidentale, nel Mar dei Caraibi e in Colombia, e lungo le coste dell’Oceano Atlantico Orientale, nell’Africa Settentrionale. È stata osservata nel Mar Mediterraneo, in Croazia (Adriatico meridionale) e lungo le coste francesi. In Italia è una specie rinvenuta in aree del Mar Adriatico centrale e nel Mar Tirreno Settentrionale e Meridionale. In generale questi cnidari di media profondità sono minacciati dalle attività intensive di pesca e dalle azioni di ancoraggio effettuate da unità navali.
Inoltre, l’aumento delle emissioni di CO2, provocando l’effetto serra, sta causando il riscaldamento globale e quindi anche quello delle acque marine. La CO2 stessa, poi, agendo sull’aragonite disciolta in mare, sta provocando l’acidificazione delle acque. Tutto questo può incidere negativamente sul delicato meccanismo di costruzione dello scheletro da parte di queste madrepore. Questo fenomeno può essere ancor più rilevante nel caso di questa specie, che mostra scheletri esili proprio come caratteristica peculiare. Si tratta di una specie che si distingue abbastanza bene da altri cnidari affini per via della sua forma gracile e per le sue dimensioni molto ridotte. I suoi scheletri potrebbero vagamente confondersi con frammenti di scheletri di Cladocora caespitosa. Quest’ultima mostra calici a tubo più massicci e vagamente paralleli tra loro e rivolti verso l’alto, mentre Cladocora debilis mostra calici che si innestano perpendicolarmente sul calice (tubicino) principale. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.
🧬Classificazione
Nome Comune
Cladocora Debilis
Nome Scientifico
Cladocora Debilis
Categoria ASPIM
cnidari
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
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