Ceryle Rudis
Ceryle Rudis
Punti Chiave
- 🔹 Misura all’incirca tra i 14 ed i 17 centimetri di lunghezza.
- 🔹 Possiede un capo ben sviluppato e provvisto di una piccola cresta posteriore e da un becco nero lungo ed appuntito.
- 🔹 Il becco talvolta sembra quasi sproporzionato rispetto all’animale mentre le zampe hanno dimensioni ridotte.
uccelli ceryle rudis (linnaeus, 1758) regno animale Questo uccellino di medie dimensioni è chiamato volgarmente martin pescatore bianco e nero ed è piuttosto simile come taglia al comune martin pescatore. Misura all’incirca tra i 14 ed i 17 centimetri di lunghezza. Possiede un capo ben sviluppato e provvisto di una piccola cresta posteriore e da un becco nero lungo ed appuntito. Il becco talvolta sembra quasi sproporzionato rispetto all’animale mentre le zampe hanno dimensioni ridotte. Le tonalità bianche e nere della sua livrea formano disegni complessi, soprattutto sulla parte superiore del corpo.
Le penne nere hanno spesso parti e estremità bianche, e originano una bella alternanza di bande bianche e nere sulle ali e sul groppone dell’animale. L’estremità dorsale delle ali, quando l’animale è in volo, appare nera con una macchia bianca al centro che ne interrompe la continuità cromatica. La parte inferiore del corpo è prevalentemente bianca. Fanno eccezione, perché nerastri, le remiganti, soprattutto le primarie, una sorta di collare intorno al collo ed una linea più sottile che corre appena sotto al collare, quest’ultima presente nei maschi.
Nelle femmine si osserva una sola linea irregolare che forma il disegno scuro a collare, ma che è spesso interrotta sul petto. Il capo è nero, così come è nera una mascherina che passa sugli occhi e si unisce con un disegno a “V” sulla nuca dell’uccello. I giovani hanno indicativamente una livrea più uniforme e screziata. Questo bell’uccello vive prevalentemente in zone fluviali e lacustri, magari anche in prossimità delle foci dei fiumi, dove queste si gettano in mare. È una specie che può andare alla ricerca delle prede senza necessariamente disporre di posatoi, che sono invece molto utilizzati da martin pescatore di altre specie. Questo sistema consente loro di cacciare in grandi spazi acquei, anche a oltre cento metri dalla costa, in mare aperto, senza dover necessariamente fermarsi su qualche supporto. I martin pescatore bianchi e neri sono in grado di ingoiare in volo le loro prede, dopo averle catturate. Le tecniche di cattura che utilizzano sono di diverso tipo. Ad inizio caccia si staccano da un posatoio, che come detto non è sempre usato, e si alzano in volo per guardare la superficie del mare e per mettere in atto la loro strategia lanciandosi verso le acque e perforandole per catturare i pesci sott’acqua, infilzandoli e ghermendoli con il becco. Spesso si osservano librarsi in aria, cercando di restare fermi e con la testa inclinata verso il basso per identificare le prede prima di tuffarsi. Un’altra tecnica prevede di restare in attesa su di un ramo per poi lasciarsi cadere verso la superficie dell’acqua non appena un pesce passi sufficientemente vicino. La terza tecnica poco conosciuta viene attuata da questo uccello quando caccia al largo.
Vola vicino al pelo dell’acqua per poi, probabilmente, ghermire anche in questo caso qualche preda. Il Martin pescatore bianco e nero si nutre prevalentemente di pesce, soprattutto fluviale e lacuale, rappresentato da giovani esemplari di alcune specie appartenenti alla famiglia dei ciprinidi, degli Ictaluridi (pesci gatto) e dei ciclidi, anche se non disdegna gli insetti acquatici e le loro larve, soprattutto libellule, i piccoli anfibi, i molluschi e i crostacei. In mare aperto cattura soprattutto sardine ed altri pesci azzurri, generalmente immaturi o di piccola taglia. Non digerendo gli scheletri e le parti dure delle loro prede, gli adulti dopo essersi alimentati espellono numerosi boli (3-4) costituiti soprattutto da scheletri. Anche i piccoli e i giovani espellono boli alimentari, ma solitamente uno per giorno, perché sono in grado di sciogliere i minerali e di utilizzarli per costruire il proprio scheletro. Anche altre abitudini differenziano questo martin pescatore da altri uccelli simili. Tende infatti a vivere in colonie (gregario). Spesso, tuttavia, molti esemplari vivono accoppiati o formando gruppi famigliari all’interno del gruppo più grande. Talvolta si possono vedere grandi gruppi in zone dove si trovano grandi quantità di supporti, anche artificiali come i pali, su cui posarsi a riposare. Spesso anche in questa specie si assiste ad un rituale nuziale con danze e gesti di “gentilezza” dei maschi che offrono piccole prede alle femmine per un periodo che può raggiungere le tre settimane. Nelle danze sono coinvolti anche numerosi uccelli, sino ad una dozzina di maschi, che possono lottare per le femmine. Nelle lotte i contendenti emettono forti versi striduli e aprono le ali, incastrando i becchi e le ali stesse.
Ciclo Vitale
Passata le frenesia riproduttiva, la specie ritorna talvolta ad essere collaborativa e gli esemplari che non sono riusciti ad accoppiarsi sembrano collaborare con gli altri per la buona riuscita della riproduzione. In particolare le coppie alla prima schiusa sono aiutate da altri esemplari maschi. Gli uccelli che “aiutano” sono spesso quelli di nidiate precedenti della stessa coppia, ma talvolta la tendenza ad aiutare si riscontra anche in individui anziani. La specie nelle aree di nidificazione tende a costruire nidi ravvicinati e depone dalle tre alle sei uova bianche, tra fine inverno ed inizio primavera, in un nido costruito a forma di tunnel, lungo dai 25 ai 50 centimetri, che termina in una camera relativamente ampia dove vengono deposte le uova. Il nido viene scavato nel fango, solitamente lungo le sponde dei corsi d’acqua, e a qualche metro (4-5) di altezza rispetto alla superficie delle acque sottostanti. Le uova possono essere incubate da tutti e due i genitori, mentre nella fase di svezzamento sembra che sia il maschio a portare cibo ai piccoli.
Finita la funzione riproduttiva, i nidi possono essere utilizzati come posatoi. Questo uccello è diffuso in molte aree mondiali, con popolazioni che sommate non rendono preoccupante lo stato di questa specie. Le ricerche su questo uccello hanno fornito dati rassicuranti, con molte popolazioni che sembrano apparire piuttosto stabili e non in declino. volume: “The birds of Europe”- illustrazione di John Gould, stampato a London da R. e J.E. Taylor-1837.
Dove si trova?
Nell’area europea, i numeri della presenza di questo uccello sono invece piuttosto miseri, con 200 -400 esemplari censiti. La tutela si è resa necessaria prevalentemente perché alcune popolazioni mediterranee, come quelle turche, sembrano aver subito intorno agli anni duemila un drastico calo con una riduzione pari a circa l’80% degli esemplari censiti in epoca recente. I martin pescatore bianchi e neri vivono praticamente in tutte le zone umide con acque calme o poco impetuose, come fiumi, laghi, canali, foci e insenature. Si spingono anche in zone pedemontane, sino a superare i 2000 metri, dove esistano comunque aree umide ed idonee alla vita di quest’uccello. Questo uccello si può incontrare prevalentemente nell’Africa Subsahariana (Egitto, Mar Rosso, Piana del Nilo e Africa Centrale) e in Asia, nel Medio Oriente e nel Sud Est Asiatico e in particolare in Turchia, Cina e India. In zone molto distanti tra loro si trova sottoforma di sottospecie.
La sottospecie nominale è quella diffusa in Africa. La sottospecie “travancoreensis” si trova esclusivamente nell’India occidentale ed è caratterizzata dall’avere disegni scuri molto più ampi che riducono conseguentemente le parti bianche. La sottospecie “leucomelanura” è caratteristica dell’Afghanistan, dell’India e del Sud Est Asiatico. La sottospecie “insignis” è tipica della Cina Sud-Orientale ed ha un becco molto sviluppato. Oltre che in Egitto, nella restante area mediterranea è segnalato raramente o occasionalmente in Grecia, a Cipro e in Polonia. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.
🧬Classificazione
Nome Comune
Ceryle Rudis
Nome Scientifico
Ceryle Rudis
Categoria ASPIM
uccelli
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
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