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Asbestopluma Hypogea

Asbestopluma Hypogea

Asbestopluma Hypogea
La Biodiversità è qualcosa di straordinario e di non del tutto indagato. Ogni tanto, sia sulla terra che nel mare, si scopre qualche nuova specie che sino a quel momento era passata inosservata. Prima del 1990, anno della scoperta della specie descritta in questa scheda, si pensava che i piccoli poriferi carnivori appartenenti alla famiglia Cladorhizidae vivessero solo in acque molto profonde. Tutto ciò sin quando due biologi francesi di Marsiglia, J. Vacelet e N. Boury Esnault, non scoprirono alcuni esemplari di una nuova specie all’interno di una grotta subacquea situata a circa 20 metri di profondità, lungo la costa mediterranea del loro paese. In generale, gli esemplari delle diverse specie di questi poriferi hanno dimensioni molto ridotte e quelli della specie scoperta sono ancora più piccoli. Forse, anche per questo motivo, la specie è passata inosservata per lunghissimo tempo. Asbestopluma hypogea è particolarissima e non somiglia alle normali spugne. Vive ancorandosi su sedimenti, spesso incoerenti, e riesce a farlo attraverso processi vagamente simili a radici. Questo organismo mostra una struttura ad asse, che parte dal piede ancorato e che sorregge una parte ingrossata munita di lunghi Poriferi Asbestopluma hypogea (Vacelet and Boury-esnault, 1995) regno animale fam. Cladorhizidae Fonte immagine © OCEANA filamenti. Le sue dimensioni ridottissime lo rendono difficile da osservare. Ogni singolo organismo, infatti, ha dimensioni totali che sfiorano o superano di poco il centimetro, raggiungendo eccezionalmente i 2 centimetri. Il piccolo porifero vive tra i 15 e i 26 metri di profondità, in luoghi oscuri o semioscuri dove il cibo scarseggia. A differenza di altre spugne, non dispone di un sistema acquifero per filtrare l’acqua e catturare le particelle di cibo presenti in essa, ma ha sviluppato un sistema attivo per procacciarsi il cibo. Cattura infatti piccoli crostacei con filamenti provvisti di spicole a gancio, in grado di ghermire le minuscole prede. Le spugne non possiedono apparato digerente e in questa specie la degradazione del cibo avviene molto lentamente; per ogni pasto occorrono circa dieci giorni e la parte indigeribile, costituita dal carapace dei crostacei, viene rilasciata. La presenza di questo porifero all’interno di alcune grotte sottomarine sembra rappresentare un eccezione. In effetti le grotte sono una sorta di “preludio” ai fondali profondi. Grazie alle nuove tecnologie è stato possibile scoprire cinque siti profondi, a circa 700 metri di profondità, dove sono state osservate colonie di questo particolarissimo organismo. Secondo alcuni ricercatori la capacità di “cacciare” di queste spugne sembra una risposta alla difficoltà di procurarsi il cibo passivamente nei fondali profondi, dove per i poriferi il cibo scarseggia. Asbestopluma hypogea è, per il momento, considerata una specie tipicamente mediterranea. In Italia non è segnalata a basse profondità. A basse profondità è segnalata solo in pochissimi luoghi, praticamente in alcune grotte sommerse della Costa Francese e di quella Croata nel Mare Adriatico. A profondità rilevanti (da 100 a circa 700 metri) è stata osservata nel Mare di Alboran, in alcuni siti situati in montagne sottomarine, vicino alle Isole Baleari, nel Mar Tirreno di fronte a Palermo, in corrispondenza del vulcano sottomarino Enarete, e lungo profondissime (- 700 metri) scarpate sottomarine in corrispondenza dello Stretto di Messina. Questa specie è inconfondibile perché è l’unica della famiglia Cladorhizidae che si può osservare a basse profondità. Il problema non sta nel distinguerla, ma nel riuscire a scorgerla viste le sue minuscole dimensioni. Attenzione la scheda potrebbe contenere lievi inesattezze o imprecisioni in quanto non è stata ancora controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.

🧬Classificazione

Nome Comune

Asbestopluma Hypogea

Nome Scientifico

Asbestopluma Hypogea

Categoria ASPIM

poriferi

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

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