Acipenser Naccarii
Acipenser Naccarii
Lo storione adriatico (Acipenser naccarii, Bonaparte, 1836), conosciuto anche come storione cobice, è una specie la cui identificazione può risultare complessa, soprattutto in fase giovanile, a causa della somiglianza con lo storione comune (Acipenser sturio).
Descrizione
Il corpo di Acipenser naccarii è allungato e slanciato, ma appiattito ventralmente, una caratteristica condivisa con altre specie affini. È rivestito da una spessa pelle, ornata da file di scudi o placche ossee, e possiede uno scheletro cartilagineo che presenta comunque un certo grado di ossificazione (rientrando nei Condrostei).
Il capo è largo e tozzo, rappresentando il 20-23% della lunghezza totale dell’animale, e presenta alcune placche ossee disposte simmetricamente sulla fronte e sul capo. Il muso è accorciato e arrotondato all’estremità, privo dell’apice affusolato tipico dello storione comune, e la sua lunghezza occupa poco più della metà del capo. Il profilo superiore del muso è concavo.
La bocca, con apertura trasversale, è tipicamente posta in posizione ventrale. Appare piuttosto stretta, a forma di tubo e protrattile, con il labbro inferiore (posteriore) sottile e interrotto nella sua parte centrale. Prima della bocca, più vicino alla punta del muso, si trovano i quattro barbigli, di sezione cilindrica, non nastriformi né sfrangiati, con gli esterni leggermente più lunghi degli interni.
Lungo il corpo, l'animale presenta diverse serie di scudi ossei:
- Al centro del dorso: da 10 a 14 scudi, con i centrali più sviluppati.
- Sui fianchi: da 32 a 42 scudi per ogni lato.
- A lato del ventre: da 8 a circa 11 scudi per lato, generalmente più piccoli di quelli dorsali.
Non compaiono ulteriori serie di placche ossee oltre quelle menzionate. Sono presenti circa 30 branchiospine, che terminano appuntite con una sola punta.
A parte le pinne pettorali, le altre pinne sono spostate verso la parte posteriore del corpo. La pinna dorsale è di forma triangolare, mentre le altre pinne hanno una forma "a paletta" quasi rettangolare e tronca all'apice. La pinna caudale è asimmetrica, con la parte superiore più sviluppata e sostenuta dalla parte terminale del corpo dell'animale. Il numero di raggi che sorreggono la pinna dorsale varia da 35 a 50, mentre quelli della pinna anale vanno da 25 a 30.
La colorazione di Acipenser naccarii è variabile, oscillando dal marrone grigio al marrone verdastro, fino a tonalità più scure prossime al nero. Le placche ossee sono generalmente più chiare e risaltano sul colore di fondo. Il ventre è di colore chiaro, tendente al biancastro, e talvolta gli scudi ventrali possono assumere sfumature rosate. Le pinne sono solitamente di colore verdastro.
Dimensioni e Longevità
Lo storione adriatico è tipicamente più piccolo rispetto ad altre specie di storioni presenti nel suo areale storico. Può raggiungere una lunghezza di 175-200 centimetri e un peso di 30-50 chilogrammi. Tuttavia, gli esemplari più comuni solitamente non superano il metro e mezzo di lunghezza e pesano circa 20-30 chilogrammi. Gli esemplari più longevi possono superare i 50 anni di età, con casi registrati che hanno raggiunto gli ottant'anni.
Aspetti Tassonomici
Intorno agli anni ’90 del secolo scorso, alcuni autori, come Tortonese, hanno classificato Acipenser naccarii come semplice sottospecie dello storione russo (Acipenser gueldenstaedtii). Questa ipotesi è stata supportata da ricerche che hanno evidenziato una somiglianza nel modello cariotipico e l'assenza di marcatori molecolari distintivi negli studi sul DNA mitocondriale tra le due specie. Nonostante ciò, la ricerca continua per chiarire questa relazione. Ulteriori segnalazioni storiche di Acipenser naccarii nei fiumi della Spagna, sebbene non supportate da prove certe, erano anch'esse usate a sostegno di questa teoria, ma sono state contestate da ricerche più recenti.
Dieta
La dieta di Acipenser naccarii è composta prevalentemente da larve e insetti acquatici, crostacei acquatici e altri invertebrati che trova sui fondali. Gli esemplari di maggiori dimensioni integrano la dieta con piccoli pesci o giovanili di pesci più grandi.
Habitat e Ciclo Biologico
Lo storione adriatico è una specie anadroma, il che significa che risale i fiumi dal mare per raggiungere le aree di riproduzione. Predilige i grandi fiumi profondi. Tuttavia, alcune popolazioni sembrano essere divenute stanziali, vivendo e riproducendosi per tutta la vita in tratti fluviali, come osservato per gli storioni del Fiume Po a monte della diga dell’Isola Serafini, un adattamento forzato dovuto alla barriera fisica.
Sebbene sia considerato endemico dell'Adriatico, non si hanno molte informazioni precise sulle sue abitudini, derivate principalmente da studi datati. Vive stagionalmente sia nei grandi fiumi che in quelli di media portata. Nasce in acque dolci, poi migra verso valle per un periodo di sviluppo in mare, rimanendo però in zone costiere prossime alle foci fluviali, a profondità tra i 10 e i 40 metri, su fondali prevalentemente sabbiosi.
Gli esemplari adulti risalgono i fiumi per riprodursi a partire dai primi mesi dell'anno, cercando tratti con fondo sabbioso, melmoso o ghiaia fine, con acque temperate e correnti non eccessivamente forti. Nel Fiume Po, i siti riproduttivi si trovano spesso alla confluenza con i grossi affluenti, come il Ticino. La deposizione delle uova avviene generalmente tra maggio e luglio. Le uova, prodotte in abbondanza, possono essere impiegate per la produzione di caviale. Una potenziale lunga permanenza in acque dolci, fino a ottobre, potrebbe giustificare la classificazione della specie come diadroma.
Riproduzione e Sviluppo
Le femmine raggiungono la maturità sessuale in media tra i 13 e i 15 anni, sebbene alcuni autori indichino una maturità non prima dei 10 anni, mentre i maschi possono raggiungerla prima, intorno agli 8-9 anni. Un esemplare fertile, di entrambi i sessi, ha generalmente una lunghezza pari o superiore al metro. Le femmine, pur mature, non si riproducono ogni anno, ma con intervalli di due, tre o anche cinque anni.
Stato di Conservazione e Distribuzione
Lo storione adriatico è una specie endemica del Mar Adriatico. È segnalato, seppur raramente, nel tratto settentrionale del mare, con presenze documentate in fiumi italiani come il Po (e affluenti come Adda e Ticino), il Tagliamento, il Piave, l’Adige, il Sile e il Livenza. Tuttavia, nel tratto occidentale dell’Adriatico Settentrionale (Croazia, Montenegro, Albania), la specie è considerata estinta dall'IUCN, sebbene in Albania possano ancora esistere piccole popolazioni selvatiche (ultime osservazioni nel fiume Buna nel 1997).
Antiche segnalazioni lo indicavano anche in Grecia e sull'Isola di Corfù; sebbene sia stato reintrodotto in Grecia nel 2003, non ci sono prove di popolazioni autosufficienti. La sua presenza in Spagna è contestata e priva di prove certe. Attualmente, la specie è da considerarsi presente con certezza solo in Italia, ma con forte preoccupazione che gli esemplari attuali non siano selvatici, bensì derivanti da reintroduzioni da allevamento. Le ultime riproduzioni naturali risalirebbero agli anni '80 del secolo scorso.
A causa di questo grave declino, l'IUCN ha classificato lo storione adriatico come "in pericolo critico" di estinzione, con forti timori che sia già estinto allo stato selvatico, avvalorato dalla mancanza di deposizioni di uova osservate negli ultimi 15 anni nelle aree riproduttive. Analisi genetiche hanno evidenziato che le popolazioni italiane e albanesi, pur geograficamente vicine, non si sono rimescolate, suggerendo l'esistenza di distinte unità di conservazione o sottopopolazioni, rendendo l'estinzione ancora più grave.
Minacce
Il declino degli esemplari selvatici è attribuibile a diverse cause principali:
- Perdita e degradazione dell'habitat: Dalla cementificazione delle aree costiere e fluviali alla modifica degli ambienti naturali.
- Inquinamento idrico: In particolare quello industriale e agricolo nei fiumi, con rilascio di pesticidi, sostanze chimiche e acque riscaldate che alterano la temperatura naturale degli ambienti acquatici.
- Costruzione di dighe e sbarramenti: Hanno impedito agli storioni di raggiungere le loro tradizionali zone di riproduzione fluviale, costringendo alcune popolazioni a un adattamento forzato a cicli vitali interamente in acqua dolce.
- Pesca eccessiva: Storicamente molto diffusa, soprattutto nel Fiume Po, dove tra il 1981 e il 1988 furono pescati circa 2.000 esemplari, di cui oltre l'80% in fase pre-riproduttiva, con un impatto devastante sulla capacità riproduttiva della specie.
- Introduzione di specie alloctone: Nel Fiume Po, l'introduzione del pesce siluro ha probabilmente influito sulla sopravvivenza dello storione adriatico, sia tramite predazione sui giovani che riducendo la disponibilità alimentare.
Si stima che, se ancora presenti in natura, le popolazioni selvatiche in fiumi come il Po non supererebbero i 250 esemplari, numero insufficiente a garantire la ripresa della specie. Occasionali catture accidentali di esemplari di probabile origine selvatica mantengono viva la speranza.
Misure di Conservazione
In Italia, la pesca e la detenzione di Acipenser naccarii sono vietate dal D.P.R. 357 del 08/09/1997. A livello internazionale, la specie è inclusa nell'Allegato II della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio Europeo, che richiede la designazione di Zone Speciali di Conservazione, e nell'Appendice II della Convenzione di Berna, classificandola come specie rigorosamente protetta insieme ad altri storioni come Acipenser sturio e Huso huso.
Dal 1988 sono in corso programmi di riproduzione assistita (con uso di ormoni) e reintroduzione di avannotti in fiumi della Pianura Padana (Po, Adda, Oglio, Piave), con quasi mezzo milione di esemplari rilasciati. Tuttavia, non ci sono prove concrete che questi esemplari reintrodotti si riproducano con successo in natura. Progetti futuri mirano a costruire opere che permettano agli storioni di superare le dighe, come quella dell'Isola Serafini, per ripristinare le vie migratorie naturali.
Caratteristiche Distintive
Lo storione adriatico (Acipenser naccarii) presenta alcune caratteristiche morfologiche che lo distinguono da altre specie simili:
- Muso: Appare corto e tozzo.
- Cavità orale: Termina poco dopo l'estremità anteriore dell'opercolo, a differenza dello storione comune (Acipenser sturio) in cui termina a metà dell'opercolo.
- Inserzione dei barbigli: Negli adulti è più prossima alla punta del muso, mentre nello storione comune è più vicina alla bocca.
- Colore delle pinne: Verdastro, diverso dalle pinne dello storione comune che possono essere giallastre, grigiastre o rosate.
- Dorso: Generalmente più scuro, e le placche laterali sono in numero maggiore rispetto allo storione comune.
- Dimensioni: È di solito più piccolo dello storione comune, raggiungendo massimamente i due metri, ma più frequentemente il metro e mezzo.
Può essere confuso anche con lo storione europeo o ladano (Huso huso), specie rarissima e di dimensioni molto più grandi (fino a 3,5 metri, storicamente 7 metri). Quest'ultimo si distingue per:
- Dimensioni: Molto più rilevanti.
- Scudi ossei: Sui fianchi sono proporzionalmente più piccoli.
- Muso: La punta è rivolta verso l'alto.
- Bocca: Più ampia.
- Barbigli: Sono frangiati e, ripiegati, raggiungono la bocca, a differenza di quelli non frangiati delle specie del genere Acipenser.
🧬Classificazione
Nome Comune
Acipenser Naccarii
Nome Scientifico
Acipenser Naccarii
Categoria ASPIM
pesci
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
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