Io Respiro Mare
Sali a bordo
Torna al Protocollo ASPIM
molluschi • Protocollo ASPIM

Dendropoma Petraeum

Dendropoma Petraeum

Dendropoma Petraeum
molluschi

Punti Chiave

  • 🔹 Il guscio è di fatto un tubo che tende a formare spire aperte e irregolari, lungo circa due centimetri.
  • 🔹 La sua superficie appare irregolare, rugosa e mostra piccole lamelle trasversali.
  • 🔹 L’ecologia di questi molluschi è piuttosto singolare e la zona di sviluppo si limita alla frangia intermareale.

Questo particolare mollusco gasteropode è endemico del Mar Mediterraneo ed è sessile, cioè vive aderente agli scogli, e gregario, ossia forma gruppi molto densi e colonie, che in alcuni casi e con il tempo originano banchi, costituiti dalle conchiglie degli animali morti, di notevole spessore. Il guscio è di fatto un tubo che tende a formare spire aperte e irregolari, lungo circa due centimetri. La sua superficie appare irregolare, rugosa e mostra piccole lamelle trasversali. L’ecologia di questi molluschi è piuttosto singolare e la zona di sviluppo si limita alla frangia intermareale.

Si tratta quindi di organismi molto robusti e che, grazie all’opercolo ben sviluppato che chiude ermeticamente l’animale all’interno della conchiglia, possono resistere per lungo tempo all’asciutto durante i periodi di emersione, quando le condizioni sono sfavorevoli per la vita attiva dell’animale. Questi molluschi sono particolari perché la loro alimentazione è costituita da piccole particelle o minuscoli organismi in sospensione nell’acqua di mare, che intercettano filtrando l’acqua con ciglia e bloccano grazie a sostanze simili a muco. Molluschi Dendropoma petraeum (Monterosato, 1884)

Ciclo Vitale

L’attività di filtrazione operata da questi animali contribuisce a mantenere limpida l’acqua di mare. Tra i predatori di Dendropoma petraeum vi è il mollusco Thais haemastoma, ma probabilmente non è l’unico animale che si ciba di questi molluschi. Si tratta di organismi che aderiscono fortemente alla roccia della scogliera e con il tempo anche agli scheletri di altri vermetidi morti. In questo modo creano formazioni imponenti chiamate trottoir. In realtà alla formazione dei trottoir sembrano collaborare anche altri organismi con scheletri calcarei, sebbene in maniera minore, come alghe rosse del genere Neogoniolithon brassica-florida. In questo caso la superficie della biocostruzione è coperta dall’alga, di colore bianco, che avvolge le aperture scure dei gusci di Dendropoma petraeum. Nella formazione possono essere presenti anche altri vermetidi come Vermetus triquetrus, che però si ritrova nelle zone sommerse in quanto non è specie in grado di resistere a lunghi periodi di secca anche perché possiede un opercolo poco isolante. Le biocostruzioni possono apparire sottoforma di semplici croste o con spessori molto maggiori e in questo caso possono fornire indicazioni paleontologiche per individuare gli antichi livelli del mare. Un altro fattore che limita la diffusione dei trottoir sembra essere l’idrodinamismo. Gli ambienti riparati e poco soggetti ad un forte moto ondoso non favoriscono questa specie che predilige ambienti esposti e soggetti alla violenza del mare.

Nelle formazioni a vermeti, poi, si possono differenziare tre zone: bordo interno, cuvette, bordo esterno, che possono presentare popolamenti diversi in ragione delle condizioni differenti di esposizione e di altri fattori ambientali, come, ad esempio, il moto ondoso e l’insolazione. La salute delle formazioni a Dendropoma petreum ci da indicazioni sulla qualità dell’acqua marina perché la biocostruzione gode di ottima salute solo in acque pulite. Le formazioni impediscono l’erosione delle coste e sono, come abbiamo visto, veri e propri habitat differenziati per piccoli organismi. Questi animali hanno sessi separate e si riproducono prevalentemente in primavera, anche se la riproduzione continua, con ritmi diversi, sino all’autunno. Le femmine tengono circa una novantina di uova all’interno del loro mantello e le incubano sino alla fase larvale. I giovani si spostano sulle superfici e dopo un certo periodo riescono a fissarsi per originare, con il tempo necessario, l’individuo adulto. Il raggiungimento della fase adulta è comunque un processo che abbisogna di molto tempo ed è anche per questo che le formazioni a Dendropoma petraeum, se danneggiate, danno luogo ad un processo irreversibile che non può essere contrastato dalla nascita di nuovi individui. Questo mollusco è endemico del Mar Mediterraneo, ma la sua diffusione si concentra in alcune aree più calde. In Italia si ritrova praticamente lungo la costa della sola Sicilia e in alcune sue isole. Nel Mar Mediterraneo è una specie segnalata in Nord Africa, Israele, Libano, Turchia, Spagna e Baleari, e nelle isole di Malta e Creta.

Possibili Confusioni

L’antropizzazione, con realizzazione di opere o deposito di sedimenti, unita all’inquinamento costiero provocato da reflui urbani o idrocarburi, e lo sfruttamento delle coste per fini turistici, hanno fatto regredire e messo in seriopericolo le popolazioni di vermetidi. In ogni caso, anche laddove mancano situazioni come quelle citate e l’ambiente è apparentemente incontaminato, le popolazioni del vermetide sono comunque bagnate dal mare, che da qualche anno è ormai contaminato e diverso in termini di contenuti da quello di centinaia di anni fa. Quando non forma trottoir, Dendropoma petraeum può apparire simile ad altri vermetidi, come Vermetus triquetrus, che però tende a non sopravvivere al di fuori dell’acqua di mare e quindi si ritrova sotto la linea della bassa marea. Inoltre i suoi gusci sono poco avvolti o posizionati a formare grandi spire.

Le formazioni a Dendropoma petraeum si mostrano come superfici biancastre, con piccoli tubicini che spuntano appena e che, durante l’emersione, appaiono scuri, per via del colore dell’opercolo all’interno. I gusci possono essere confusi anche con quelli dei vermi marini appartenenti alla specie Spirobranchus triqueter, che però mostrano sezione fortemente triangolare e una forte linearità, senza spire evidenti. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.

🧬Classificazione

Nome Comune

Dendropoma Petraeum

Nome Scientifico

Dendropoma Petraeum

Categoria ASPIM

molluschi

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

Segnala Avvistamento

Contribuendo al monitoraggio aiuti il Regno di Nettuno a diventare un'Area Specialmente Protetta (ASPIM).

Vuoi fare di più?

Diventa socio di Io Respiro Mare e partecipa alle missioni di ricerca sul campo.

Scopri come associarti