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Balaenoptera Acutorostrata

Balaenoptera Acutorostrata

Balaenoptera Acutorostrata
mammiferi

Punti Chiave

  • 🔹 La specie che può incontrarsi nel Mar Mediterraneo è Balaenoptera acutorostrata.
  • 🔹 Balaenoptera acutorostrata subsp.
  • 🔹 La terza “sottospecie” sarebbe una forma nana che non sembra ancora classificata e viene chiamata volgarmente balenottera minore nana.

mammiferi Balaenoptera acutorostrata (Lacépède, 1804) sinonimo Balaenoptera davidsoni (Cope 1872); Balaenoptera minimia (rapp, 1837); Balaenoptera rostrata (fabricius, 1780) (NOAA) Il nome volgare di questo mammifero è balenottera minore, appellativo che ha ricevuto per le sue ridotte dimensioni, rispetto, ovviamente, a quelle di altre specie di balene più imponenti. In realtà il nome balenottera minore viene utilizzato per indicare due specie, ossia la balenottera minore meridionale o balenottera minore antartica, scientificamente nota come Balaenoptera bonaerensis, e la balenottera minore settentrionale o balenottera minore comune, che viene classificata come Balaenoptera acutorostrata. La specie che può incontrarsi nel Mar Mediterraneo è Balaenoptera acutorostrata. Questa specie appare ulteriormente suddivisa nelle 3 sottospecie seguenti, separate sulla base di specifiche caratteristiche morfologiche e distribuzioni geografiche.

Balaenoptera acutorostrata subsp. acutorostrata (Lacépède, 1804), che viene chiamata balenottera minore nord atlantica ed è quindi quella che con molta probabilità si ritrova nel Mar Mediterraneo; B. acutorostrata subsp. scammoni (Deméré, 1986), che vive nel Pacifico del Nord e che viene chiamata balenottera minore di Scommon, nome complesso probabilmente riferito all’osservatore della sottospecie.

Morfologia e Aspetto

La terza “sottospecie” sarebbe una forma nana che non sembra ancora classificata e viene chiamata volgarmente balenottera minore nana. Proprio perché definite minori, queste balenottere hanno dimensioni modeste rispetto a quelle di esemplari appartenenti a specie affini e, a parte la balena pigmeo, chiamata anche caperea, questa specie è quella che mostra le minori dimensioni nel mondo delle balene. In linea di massima una balenottera minore non raggiunge i 10 metri di lunghezza, con dimensioni reali che si aggirano trai i 7 e i 9 metri. Esistono rarissimi casi di lunghezze superiori di qualche decimetro ai 10 metri. Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi (da qualche decimetro ad un metro di lunghezza). Il peso medio è generalmente compreso tra le 5 e le 7 tonnellate, con esemplari eccezionali del peso di circa 10 tonnellate. Appena raggiunta la maturità sessuale, i maschi possono misurare circa 7 metri, mentre le femmine circa 7,5 metri. Come in molte altre specie di balene anche negli esemplari di balenottera minore si osservano grinze e solchi a livello della gola, che partono da sotto la rima boccale e proseguono verso il ventre dell’animale. Il numero di solchi va dalla cinquantina a circa settantacinque. In questo modo, la pelle della gola è espandibile e ciò consente alla balena di aumentare notevolmente il volume della bocca durante le fasi di alimentazione e filtrazione dell’acqua di mare. Visti di profilo, questi cetacei sono allungati ed esili, molto più eleganti e snelli rispetto ad altre balene. Sotto la pelle possiedono uno spesso strato di grasso, utile per impedire il raffreddamento dei loro organi interni quando nuotano in acque fredde, come quelle che si trovano in alcuni mari che frequentano. La zona superiore del capo è fortemente appiattita, mentre il muso è allungato e a profilo triangolare.

Il dorso di queste balenottere appare grigio o grigio scuro, mentre il ventre è molto chiaro, quasi bianco. Nelle zone di passaggio sui fianchi si osserva una sfumatura di passaggio dal colore chiaro a quello scuro. Talvolta, ma non in tutti gli esemplari, nella zona prossima a quella caudale e nella zona caudale, il colore dorsale scuro si estende anche alla parte ventrale. Talvolta, in corrispondenza delle pinne pettorali, o appena dietro, si possono osservare sul dorso scuro delle fiammeggiature chiare sfumate, o un “triangolo” chiaro, che corrono verso il dorso, mentre in prossimità della parte caudale si possono osservare fiammeggiature scure che si sviluppano sulla parte bianca ventrale o ancora blande e poco visibili fiammeggiature chiare che vanno verso il dorso . Una della particolarità di questa specie è la presenta di bande bianche evidentissime sulla parte centrale del dorso scuro delle pinne. Questi bandeggi mancano nella balenottera minore meridionale (Balaenoptera bonaerensis). Talvolta la banda non appare come tale. All’esterno resta definita da una linea che delimita l’apice scuro della pinna, ma all’interno appare come una macchia irregolare che colora tutta la pinna anche un po’ il fianco in corrispondenza dell’attaccatura dell’arto. Oltre che particolarmente colorate di bianco, le pinne sono relativamente corte, anche se possono raggiungere la lunghezza di oltre un metro (circa 1/8 della lunghezza totale dell’animale). La pinna dorsale è relativamente piccola e simile a quella di altre balenottere. Alcuni piccoli rilievi si possono osservare vicino alla coda, nella parte terminale del dorso. La pinna caudale è ampia ben sviluppata.

Ciclo Vitale

Gli esemplari di questa specie possono vivere per un periodo compreso tra i 30 e i 50 anni, con rari esemplari che superano di qualche anno il limite massimo di età ed altri che sfiorano o raggiungono i 60 anni. Anche questa balena possiede una dentatura costituita da fanoni. In questa specie sono molto piccoli e misurano tra la ventina e la trentina di centimetri di lunghezza al massimo. Il numero di fanoni che si può osservare su ogni lato della bocca si aggira tra i 250 e i 350. Si tratta di lastre lisce, larghe circa 12-13 centimetri, che terminano con la parte sfrangiata. Lo sfiatatoio e le pinne si possono osservare da sopra la superficie quando la balena si trova a pelo dell’acqua. Il getto che esce dallo sfiatatoio può innalzarsi per circa 2 o 3 metri, anche se non si tratta di un getto imponente perché queste balene in risalita espirano già prima di uscire dall’acqua. Nelle fasi più attive, la balena, dopo circa 4-8 getti e dopo quindi aver velocemente preso fiato, si immerge nuovamente. La durata media di un’immersione è di (3)8-12 minuti, quella massima si aggira intorno alla mezz’ora (20-25 minuti). La fase di inizio dell’immersione presuppone che questa balena faccia un movimento verso il basso, inarcando la schiena per poi spingersi in profondità. A riposo la respirazione è ridotta ed il movimento respiratorio si attiva 5 o 6 volte al minuto. Molti esemplari di balenottera minore vivono in modo solitario, anche se spesso si osservano gruppi di due o tre individui. Sembra di fatto una balena curiosa o “socievole”; infatti si avvicina alle imbarcazioni effettuando salti, uscendo quasi totalmente in verticale dall’acqua, o emergendo con il solo capo. Lo fa però solo se vuole.

In quel caso può accostarsi ad una imbarcazione e poi allontanarsi improvvisamente. Altre volte gli esemplari possono essere schivi e fuggire le imbarcazioni. Come altre balene anche queste comunicano tra loro con suoni molto potenti che superano i 150 db di potenza. Si tratta di versi differenti emessi in serie e in bassa frequenza (100-200 Hz), simili a colpi, grugniti o versi gutturali. Il fatto che queste balene si spostino è provato da rari indizi, come la registrazione della migrazione di una balena antartica diretta verso l’artico e l’osservazione di due esemplari ibridi, derivati dall’incrocio delle due specie di balenottera minore (antartica e comune). Che vivono perlopiù in areali ben distinti e distanti tra loro. Queste balene nuotano lente, con velocità che stanno tra i 5 e i 15-20 chilometro orari. Se si sentono minacciate possono aumentare la velocità sino a 30-35 chilometri orari. Essendo animali prevalentemente pelagici, che si possono avvicinare ogni tanto alle coste, si alimentano soprattutto con organismi che vivono in mare aperto. Principalmente filtrano l’acqua di mare catturando krill grazie ai loro fanoni, costituito da gamberetti e altri minuscoli organismi. Possono comunque catturare anche giovani pesci appartenenti a diverse famiglie, come Clupeidae (aringhe e sardine), Engraulidae (acciughe), Gadidae (merluzzo) e Salmonidae. Talvolta si alimentano in zone ricche di pesce, in compagnia con uccelli marini che mangiano da sopra la superficie. Durante la ricerca del cibo possono raggiungere le coste e penetrare in insenature, fiordi e baie, o ispezionare le acque intorno alle isole. In alcuni periodi dell’anno, può capitare che alcuni esemplari rimangano bloccati tra i ghiacci della banchisa.

Dove si trova?

Il periodo di nascita di queste balene ha inizio tra fine inverno e primavera, con gran parte degli svezzamenti che si verificano in estate, un periodo che le balene passano in superficie e in acque almeno temperate. Da stime si pensa che gli esemplari di questa specie si riproducano ogni due anni. Ciò anche alla luce del periodo di gestazione, lungo 10 mesi e quindi quasi pari a un anno solo quello. I parti avvengono vicino alla superficie, con i piccoli che, anche aiutati e sospinti dalla madre, tendono per istinto e in pochi secondi a cercare la superficie dell’acqua per respirare. Come molti altri animali, anche i piccoli di balena sono vulnerabili ed in circa mezz’ora sono già in grado di nuotare per poter sfuggire ai predatori. Ovviamente sono comunque vulnerabili, così le cure parentali assidue della madre durano almeno un anno, ma spesso anche di più. Nei primi mesi di vita i piccoli si alimentano di latte materno e raggiungono la pubertà a circa due anni. Alla nascita i piccoli misurano da poco più di due metri a circa tre. Questa balenottera si incontra nei mari dell’Emisfero Boreale, mentre nell’Emisfero Australe è presente la specie Balaenoptera bonaerensis. È distribuita in modo irregolare ed è più comune in acque fredde rispetto a quelle calde. Come abbiamo visto esistono due sottospecie distinte nei due oceani Pacifico e Atlantico. La presenza di queste balene è quindi concentrata alle maggiori latitudini durante l’estate, mentre nel periodo freddo è concentrata a latitudini più basse.

Non si assiste a migrazioni regolari e oltretutto alcune popolazioni restano in determinate aree. Alcuni ricercatori sono anche giunti alla conclusione che esistono esemplari capaci di spostarsi entro un territorio individuato come proprio. Nell’estate queste balenottere vengono osservate nella baia di Baffin (Artico canadese), nello stretto di Danimarca, nella Terra di Francesco Giuseppe e nell’Arcipelago di Novaya Zemlya (Russia – Mar Glaciale Artico). Nel periodo di svernamento invernale scendono di latitudine e non si hanno molti dati sulle aree che raggiungono. Certamente a sud possono raggiungere le zone caraibiche e le zone prossime allo Stretto di Gibilterra. Da qui al Mediterraneo occidentale, che qualche esemplare può visitare occasionalmente, il passo è breve. La popolazione stimata di balenottera comune al mondo è compresa tra 500.000 e 800.000 unità. Per le popolazioni di balenottera minore antartica (Balaenoptera acutorostrata) non sembra si possa disporre di dati precisi e quindi non è stato definito con certezza lo stato della specie. Nel caso della balenottera minore comune, l’IUCN si è espresso definendo la specie nella categoria di minima preoccupazione ambientale. Nel 1800, con l’avvento della caccia alle balene più grandi, questa balena veniva considerata una preda troppo piccola rispetto alla balenottera azzurra e quindi risparmiata. Intorno al 1930 questa specie enorme costituiva una valida preda per i pescatori che cacciavano dalle coste di Brasile, Sudafrica, Canada, Norvegia, Cina e Giappone. Le baleniere quindi si preoccupavano di pescare soprattutto grossi cetacei, come le balenottere più grandi (boreale e comune) e l’enorme balenottera azzurra.

Sanctuary”, volume preparato dagli autori per National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), Channel Islands National Marine Sanctuary and NOAA, National Marine Fisheries Service - Autori del volume: Leatherwood, Stephen, Stewart, Brent Scott, Folkens, Pieter A – pubblicato da: National Marine Sanctuary Program - Santa Barbara, California nell’anno 1987. Estratto da collezione in rete: biodiversity; MBLWHOI; blc; americana. Immagine che ritrae la parte ventrale di una Balaenoptera rostrata. In quasi tutti gli esemplari il ventre appare biancastro. Immagine che ritrae Balaenoptera rostrata. “Zoologia Danica” - Afbildninger af Danske Dyr met populaer text.

Kjøbenhaven. E.Jespersen 1878-1907. 3 voll. – a cura di SCHIØDTE, J.C. - H.J.HANSEN – disegni di: Th.Bloch, A,Fjelstrup, Fenker, H.J.Hansen, Ad.Jensen, G.M.R.Levinsen e G.Winther.

Con l’aumento della caccia alle balene, gli esemplari delle specie grandi si ridussero, tanto che alla fine del 1940, venne istituita la Commissione baleniera internazionale (IWC), un organo di controllo sulle popolazioni dei diversi cetacei. Nonostante l’IWC, per anni, abbia definito il numero massimo annuale di balene da catturare, non ha sortito l’effetto sperato perché le popolazioni di cetacei hanno continuato a diminuire. Quando gli esemplari delle specie di maggiori dimensioni divennero estremamente rari, intorno agli anni ’70 del secolo scorso, i balenieri si dedicarono quasi esclusivamente alla “piccola” balenottera minore, ben più diffusa delle altre. Lo scempio di queste balene si ridusse e cessò del tutto dopo le leggi emanate a fine anni ’80 del secolo scorso. Nell’1985-1986, infatti, una moratoria mondiale sulla caccia alle balene ha vietato questa pratica.

Per opporsi alla moratoria, la Norvegia, nel 1993, ha affermato, riprendendo l’attività delle baleniere, che la sua caccia alle balenottere minori è portata avanti su piccola scala e fa parte della tradizione. Va detto tuttavia che la caccia alle balene in quel paese ha avuto inizio nel 1930. In Giappone, attraverso escamotage, la caccia continua, nonostante diverse decisioni della Corte dell’Aja, anche se con un numero ridotto di catture. La caccia alla balena da parte delle flotte giapponesi è effettuata soprattutto nell’Oceano Antartico e quindi una parte considerevole di catture riguarda le balenottere minori antartiche.

Possibili Confusioni

La pesca che effettuano le baleniere giapponesi dovrebbe avere uno scopo scientifico, finalizzato a verificare proprio la sostenibilità di questo tipo di pesca per consentire l’eventuale ripresa di una caccia sostenibile, ma l’obiezione della Corte è che questa pesca non ha nulla di scientifico e nasconde un’attività commerciale. Anche l’Islanda, grazie all’escamotage, ha ripreso la caccia alle balene ed in questo caso si tratta proprio di balenottere minori comuni. Cosi come la Norvegia che l’ha ripresa invece per scopi commerciali, ma nel 2009 ha sospeso la caccia per mancanza di domanda sul mercato delle carni di balena. Oggi le convenzioni internazionali relative alle specie minacciate di estinzione (CITES appendice I) riportano che è vietato il commercio di specie protette e di prodotti derivanti da esse. Tra le specie considerate dalla convenzione come minacciate di estinzione vi è anche la balenottera minore comune. Pertanto il commercio tra i diversi stati di prodotti derivanti da questa specie è proibito. Giappone e Norvegia stanno facendo pressione in modo aggressivo per togliere queste balene dall’Appendice I della convenzione richiamata, per inserirle nell’Appendice II e riprenderne il commercio. Inoltre, a inizio 2001, il governo norvegese ha annunciato che consentirà l’esportazione di grasso e carne di balena verso il Giappone, anche se proibita dal CITES. Tutto ciò avrebbe conseguenze gravissime perché incentiverebbe i pescatori norvegesi a riprendere la pesca anche illegale e la commercializzazione dei prodotti verso il Giappone. Anche con il divieto esistente, esiste comunque carne contrabbandata di specie rare o meno rare di balena, venduta in Giappone. Perlomeno la pesca scientifica prevede di definire un numero di prede, in modo da non rendere eccessivo o incontrollato il prelievo della risorsa.

Alcuni paesi hanno compreso il valore dei cetacei in mare, favorendo attività di whale watching e anche nei paesi tradizionalmente balenieri come la Norvegia sembra che queste attività turistiche stiano prendendo sempre più piede. Ciò potrebbe certamente sensibilizzare l’opinione pubblica e aumentarne la coscienza ambientale, allo scopo di contrastare le nefaste azioni predatorie sulle ultime balene dei nostri mari. Nel Mar Mediterraneo, questa balena potrebbe essere confusa con la balenottera comune, molto più diffusa in queste acque. La balenottera comune ha le pinne uniformemente colorate e la colorazione asimmetrica del muso, che non esiste nella balenottera minore. Anche la balenottera boreale è simile alla balenottera minore, ma molto rara nel Mar Mediterraneo. La livrea e soprattutto il colore delle pinne, con la banda bianca, consentono di distinguere anche in questo caso le due specie. Inoltre la balenottera comune e quella boreale sono molto più grandi. Non sempre però si riesce ad osservare il colore degli esemplari in acqua e quindi è fondamentale conoscere i tempi di emersione e di immersione e i comportamenti di questa specie che sono diversi da quelli della balenottera comune e della balenottera boreale. Confusioni possibili ci possono essere anche con esemplari di altre specie di balene atlantiche, che generalmente non si trovano nel Mar Mediterraneo. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.

🧬Classificazione

Nome Comune

Balaenoptera Acutorostrata

Nome Scientifico

Balaenoptera Acutorostrata

Categoria ASPIM

mammiferi

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

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